“Quando si aprirono le porte”, l’esperienza dei lager all’IC Montalcini

Gli alunni delle classi terze e della classe seconda E dell’Istituto Comprensivo Rita Levi Montalcini di Via Don Milani a Cernusco Sul Naviglio, hanno preso parte, nella mattinata di mercoledì 22 Marzo, all’incontro con Maristella Maggi, Autrice del libro “Quando si aprirono le porte” con il suo protagonista, Venanzio Gibillini, signore milanese di 93 anni, allora giovane soldato fatto prigioniero dai Fascisti e poi deportato nel campo di sterminio di Flossenburg. L’incontro, è stato organizzato dalle insegnanti di lettere Elena Belluschi e Alessandra Varisco, le docenti hanno spiegato agli alunni e agli ospiti, tra i quali anche il Primo Cittadino Eugenio Comincini, com’è nata l’idea dell’evento: “Per questa importante iniziativa di oggi abbiamo messo insieme due importanti progetti che rivolgiamo tutti gli anni agli alunni di terza media: “la Giornata della Memoria”  e “l’incontro con l’autore”. La stima e l’ammirazione che proviamo per la Maggi ci ha spinto ad invitarla in questa particolare occasione e siamo molto contente di avere qui con noi anche il vero protagonista del libro, il signor Venanzio Gibillini”. All’incontro sono intervenute anche le signore Marisa ed Enrichetta Casiraghi, che hanno raccontato come si viveva durante gli anni del fascismo. La signora Marisa ha affermato che “vivere in guerra significava miseria e  privazioni oltre che un susseguirsi innumerevole di disagi, di fame, di paura. Ogni volta che si sentiva la sirena dell’allarme si viveva con la percezione che potessero essere gli ultimi momenti di vita”. La Signora Enrichetta ha raccontato ai ragazzi: “Quando vedo oggi  alla televisione le scene di guerra di distruzione di  macerie mi ritorna in mente la mia terribile esperienza, durante la guerra si era talmente abituati a convivere con le notizie di morti, che non mi facevano più impressione”. Molta è stata la commozione dei ragazzi quando la parola è passata  a Venanzio Gibillini: nell’Auditorium vi era silenzio assoluto e si poteva percepire il rispetto per le sofferenze vissute in quegli anni. Il  reduce ha parlato soprattutto del suo arresto avvenuto  nel  luglio del ’44 e del fatto che  a settembre si trovasse già a Flossenburg. Ha quindi raccontato del viaggio e dell’arrivo nel campo di concentramento. Il racconto è stato scandito dalle parole citate dallo storico Pucci Paleari che hanno dato da riflettere ai ragazzi: Oscuramento, annessione, ghetti, segregazione, sabotaggio, pudore.

Infine il signor Venanzio ha raccontato con molta commozione, di aver scritto circa 20 anni fa in una lettera, dopo ben 55 anni di chiusura e di silenzio, di non avere più nel suo cuore né rabbia né rancore, ma che quello che è stato vissuto da lui è disumano  e che se si può raccontare non ci sono parole adatte ad esprimere la sofferenza e le umiliazioni di quegli anni. La scrittrice Maristella Maggi ha affermato: “L’idea del libro è nata  dal desiderio di preparare i miei alunni di Terza Media alla visita didattica al campo di sterminio di Mauthausen e poi anche dalla volontà di rendere i ragazzi consapevoli che la Storia, non è una serie di fatti, di numeri e di date oppure ancora  la semplice  narrazione delle gesta di alcuni grandi, ma è piuttosto l’insieme delle vicende vissute da persone reali e comuni: quello che è accaduto allora, è ancora vicino e ricco  di insegnamenti oggi”.

Alla fine dell’incontro, il presidente del Consiglio Comunale delle Ragazze e dei Ragazzi Leonardo Pische con alcuni ragazzi del CCRR, a nome di tutti gli studenti, hanno consegnato le pergamene incorniciate a tutti gli ospiti, “IMPEGNO TESTIMONE”  sulle quali si legge questa frase: “I superstiti hanno il dovere   di raccontare e le orecchie che ascoltano hanno il compito di apprendere una lezione che non svanisca  come fumo”.

Infine il Dirigente Scolastico La Dott.ssa Silvia Maniscalchi ha accoratamente ringraziato le insegnanti Varisco e Belluschi e anche  il Sindaco Comincini per avere preso parte all’evento, il quale si è poi rivolto ai ragazzi: “Questi episodi ci insegnano a dare il giusto valore ai rapporti con l’altro e ai rapporti con il diverso, quando questi valori non ci sono più si verificano queste crudeltà”.

Fonte: comunicato stampa

foto dal web

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