“Una lettera lunga una vita”

Inauguriamo oggi una nuova rubrica: ogni mese ospiteremo la recensione di un libro. Un libro che ci ha colpiti, un libro di cui tutti parlano, o molto più semplicemente un libro di un autore locale. Il nostro desiderio è che questa rubrica sia aperta anche a tutti voi che ci seguite.

“Una lettera lunga una vita” (ed. Cento Autori), è l’ultimo romanzo di Loredana Limone, cernuschese, già autrice della saga Borgo Propizio (ed. Salani). La storia parla di Amore con la A maiuscola, di quelli che non si dimenticano nemmeno… dopo una vita. A far da sfondo a questa struggente storia d’amore, Napoli. La storia tra Tina (Assuntina) scrittrice di successo naturalizzata americana, e Mario inizia nel ’45 quando, poco più che adolescenti, si innamorano profondamente: tutto sembra destinato a concludersi come la più classica delle favole, con l’immancabile “e vissero felici e contenti”. Invece no, nonostante il forte sentimento che li lega, le loro strade si dividono, lei sposa un altro, un alleato del quale è già incinta e si trasferisce in America insieme ad altre “spose di guerra”. Ma sebbene il destino li abbia divisi, e nonostante una vita tranquilla e agiata, Tina non riesce a dimenticare del tutto il suo vero amore. Così, a distanza di cinquant’anni, una telefonata, una voce, la riporta indietro nel tempo a quel sentimento prepotente, per anni relegato nel profondo del suo cuore. Decide così di scrivere una lettera, una lettera lunga una vita… senza di lui. Nel romanzo, oltre all’appassionante storia fra Tina e Mario, emerge anche una precisa ricostruzione storica del periodo postbellico.

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