Anime e corpi in evoluzione. Lo sport educa, l’educatore forma

Nuovo anno scolastico, nuovo anno sportivo. Ed ecco che l’offerta formativa che riguarda gli sport per bambini e ragazzi è sempre più vasta e adattabile ad ogni esigenza. Proprio il numero tanto elevato di opportunità e in alcuni casi lezioni-prova gratuite, rendono un po’ complessa la scelta, divisa tra gradimento dei bambini e fini salutistici.

Dove portare i bambini a praticare una buona, sana ed educativa attività motoria?

Al di là del tipo di sport e della struttura, la valutazione dovrebbe effettuarsi anche in base al personale che andrà a formare i ragazzi nell’ambito dello sport prescelto, tenendo presente che affidarsi a un tecnico sportivo significa anche autorizzarlo ad operare nel tempo delle modifiche sul ragazzo di tipo fisico, neurologico, psicologico, sociale, etico e valoriale.

I ragazzi vengono consegnati ad un ambiente in grado di plasmarli e trasformarli. Importante quindi capire quali siano i parametri sui quali l’istruttore basa i propri sistemi educativi, quali strumenti e metodi utilizza e con quali finalità, perché il periodo della giovinezza mette le basi per un’equilibrata percezione del sé in età adulta.

Un’errata scelta della struttura sportiva può avere ripercussioni anche gravi sullo sviluppo psicofisico e sulla percezione dello sport per il resto della vita.

Il genitore attento dovrebbe tenere presenti alcuni parametri fondamentali:

-professionalità dello staff tecnico: si intende istruttore qualificato solo chi è in possesso di brevetti rilasciati dalla Regione, da Federazioni Nazionali o Enti di promozione sportiva riconosciuti dal C.O.N.I.

-caratteristiche biomeccaniche dello sport

-tipologia dell’offerta dell’associazione sportiva (se è solo di tipo agonistico potrebbe enfatizzare situazioni di ansia da prestazione ed eccessiva competitività e al contrario, se solo di tipo  amatoriale,  potrebbe alla lunga risultare poco stimolante)

-la fase del riscaldamento muscolare é tanto importante quanto la disciplina stessa: accertarsi che l’istruttore intenda per riscaldamento un vero “sport nello sport”  e lo insegni, perché non è certo che gli iscritti abbiano avuto occasioni precedenti di metterlo in pratica in modo corretto o efficace

-sensibilità e volontà dell’istruttore nell’interpretare le esigenze psicofisiche e la comunicatività del partecipante

-capacità dell’istruttore di trasmettere al ragazzo l’armonia che deriva dallo sport e il valore delle sensazioni che provengono dal corpo in movimento

-ogni componente della squadra è un soggetto, e come tale deve essere messo in condizione di appartenere ad un “ambiente sociale paritario”

-il tecnico sportivo sia il leader motivazionale di tutti, non solo dell’elemento più incline

-i genitori accettino il fatto che lo sport intrapreso dai figli sia una loro scelta autonoma e personale, ma che necessita spesso della partecipazione (mai invasiva) emotiva (e logistica!) del famigliare

-consapevolezza sia da parte del tecnico che del genitore che l’attività sportiva, in molti casi e per le più svariate ragioni, non rappresenterà necessariamente una scelta duratura, ma piuttosto una parentesi più o meno breve nella vita della persona

E chi invece avesse deciso di prendersi un anno sabbatico dall’attività fisica?Stimolare i figli alla pratica di qualche ora di sano sport a settimana è consigliabile. Ma anche non scegliere è una scelta comprensibile che capita anche nelle migliori famiglie!

Katia Ardemagni

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